Come scrivere un Curriculum Vitae [Guida]

 

Scrittura Curriculum Vitae e Revisione CV Professionale - Come Scrivere un Curriculum - Guida

Parte I

1. Scopo del Curriculum
2. Le regole per formattarlo al meglio

Parte II

3. Intestazione (anagrafica)
4. Messaggio introduttivo (candidati senza esperienza)
5. Profilo professionale (candidati con esperienza)
6. Istruzione
7. Esperienza
8. Altre sezioni del curriculum

Parte III

9. Conclusioni: cose da fare e da non fare


 

Come scrivere un Curriculum Vitae

Guida ultra-rapida (in 5 minuti) e senza-fronzoli alla scrittura del CV

 

Parte I

 

  1. Scopo del Curriculum

Non è una biografia: non deve raccontare tutto! Lo scopo è delineare un profilo professionale chiaro, funzionale ad un preciso obiettivo; mettere in evidenza i dettagli più rilevanti che riguardano istruzione, esperienza, traguardi raggiunti (obiettivi, progetti, ecc.) e competenze.

 

  1. Le regole per formattarlo al meglio

Comprendere queste regole è l’obiettivo numero uno per capire come scrivere un curriculum vitae efficace. La formattazione, al pari dei contenuti, può determinare il successo di una candidiatura. Non esiste un formato giusto o sbagliato, e – che sia chiaro una volta per tutte – il modello Europass è solo una possibilità, e non un obbligo. Tuttavia, ci sono alcune regole che faresti bene a ricordare per rende il tuo un curriculum davvero memorabile (in senso buono!) agli occhi di chi lo legge:

  • Non superare le 2 pagine di lunghezza. Chi lo riceve solitamente dedica non più di una manciata di secondi quando lo affronta per la prima volta (30 o meno, spesso sono sufficienti per farsi un’idea);
  • Il primo terzo della prima pagina del CV è fondamentale per il successo della tua candidatura: è la parte in cui “vendi” la tua professionalità. Metti in evidenza gli aspetti più rilevanti della tua esperienza;
  • Il tuo curriculum dovrebbe mostrare per prime le informazioni più importanti, e a seguire quelle che lo sono meno. Ordina le sezioni secondo lo stesso criterio;
  • Rendilo ordinato e facile da “navigare” a colpo d’occhio. Usa il grassetto, il corsivo, gli elenchi puntati e le spaziature (inserisci zone di “aria” tra contenuti);
  • Ricorri a particolari grafiche solo se sei in grado di modificarle senza difficoltà. Scrivi un curriculum che puoi adattare alle necessità del momento e tenere aggiornato facilmente;
  • Presenta esperienze e studi secondo l’ordine cronologico inverso (ovvero, partendo dalle più recenti). Questa organizzazione dei contenuti rende più facile la lettura al selezionatore;
  • Ogni settore economico è differente. È importante ricercare esempi di CV da valutare e prendere a riferimento (chiedi a colleghi, fai ricerche su internet, leggi profili LinkedIn). Mostra il tuo curriculum a qualcuno che lavora nel tuo campo (e possiede esperienza tale da poterti assicurare che i contenuti sono adeguati agli standard).

 

Parte II


 

  1. Intestazione (anagrafica)

Non c’è curriculum che non si apra con i contatti personali. Questi devono includere:

  • Nome e cognome (assicurati che sia scritto col carattere più grande utilizzato nel CV), indirizzo (basta il domicilio), numero di telefono (se possibile, meglio uno solo), email;
  • Potrebbe essere utile, nel tuo specifico caso, aggiungere altre informazioni (nazionalità, Skype se ti trovi all’estero, ecc.).

 

  1. Messaggio introduttivo (candidati senza esperienza)

Un messaggio personalizzato può essere una via efficace per catturare l’attenzione del lettore (anche perché è davvero poco utilizzato). Il messaggio dovrebbe:

  • Essere lungo una riga, o due al massimo;
  • Esplicitare l’ambito aziendale (il dipartimento) per il quale ti proponi e/o il settore produttivo a cui sei interessato;
  • Anticipare quali sono i fattori chiave e/o le esperienze che danno valore alla tua candidatura, e non cosa invece vorresti ottenere dall’azienda.

 

  1. Profilo professionale (candidati con esperienza)

Un messaggio conciso o un elenco puntato, che dovrebbe includere:

  • Il Job Title (ovvero il ruolo) che meglio ti descrive;
  • Competenze, conoscenze e abilità specialistiche e trasversali (tra cui le lingue e il loro livello di conoscenza, le certificazioni particolari, ecc.), accompagnate da una sintetica descrizione di come sono state sviluppate;
  • I più significativi successi ottenuti / gli obiettivi raggiunti (non più di cinque).

 

  1. Istruzione

Questa sezione dovrebbe mettere in risalto il più elevato livello di istruzione conseguito, e dovrebbe includere:

  • Nome e città dell’istituto
  • L’anno di completamento degli studi
  • Il titolo di studio conseguito
  • Le principali materie di insegnamento (opzionale)
  • Il voto (opzionale)
  • Particolari laboratori, corsi, elaborati prodotti (opzionale)

 

  1. Esperienza

Le sezione delle esperienze deve essere altamente personalizzata (organizzazione, contenuti, ecc.). Le esperienze includono il lavoro retribuito e non, tirocini e altre esperienze assimilabili. La scelta di una sola sezione “Esperienze” è opzionale: si può infatti optare per la creazione di più sezioni, se opportuno. Tali sezioni possono avere titoli quali: Esperienze, Altre Esperienze, Collaborazioni, ecc. La sezione contente le esperienze più rilevanti (nel caso tu decidessi di raccogliere le diverse esperienze in più di una sezione, come descritto poco sopra) andrà mostrata per prima; seguiranno le altre. Ogni esperienza dovrebbe includere:

  • Il nome dell’organizzazione, la città e se opportuno la nazione in cui ha sede;
  • L’Intervallo di tempo entro cui ha avuto luogo l’esperienza;
  • Il Job Title (ovvero, il ruolo);
  • La descrizione delle mansioni (sotto forma di elenco puntato)
  • Gli highlihgts: ovvero quegli aspetti frutto della tua storia personale come, ad esempio, progetti seguiti, risultati o obiettivi raggiunti (sotto forma di elenco puntato).

 

 

7.1 Come sviluppare esperienze e highlights

Tali descrizioni devono offrire un’immagine ben definita di ciò che hai fatto tu all’interno di quella specifica azienda. Limitarsi a descrivere genericamente le mansioni svolte è deleterio. Ecco cosa fare:

  • Ricerca su internet una o più job description relative al ruolo che hai ricoperto e/o vorresti ricoprire. Evidenziane competenze e parole chiave;
  • Ripensa a come, nel tuo percorso, hai avuto modo di sviluppare quelle caratteristiche;
  • Sviluppa una frase che supporta ciascun aspetto con valide argomentazioni. Fai ciò in modo sintetico, cominciando la frase con un “action verb” (es. Implementato, guidato, raggiunto, ecc.)
  • Verifica la qualità descrittiva di tali affermazioni usando come test un “estraneo”: se capisce cosa hai fatto concretamente stai comunicando bene;
  • Quando possibile, quantifica (usando i numeri) la tua esperienza.

 

  1. Altre sezioni del curriculum

A seconda della necessità, è possibile inserire sezioni aggiuntive, come ad esempio: Corsi di formazione, Certificazioni, Lingue, Competenze tecniche, Competenze informatiche, Premi e riconoscimenti, Pubblicazioni, Volontariato, ecc. Se ritieni di averne bisogno, includile nel tuo curriculum. Ma assicurati di mantenere il documento ordinato e compatto (ricordi la regola delle due pagine?) in ogni categoria.

 

Parte III

 

  1. Conclusioni: cose da fare e da non fare

A questo punto dovrebbe essere chiare come scrivere un curriculum semplice ma efficace. Ecco un riepilogo.

Da fare:

  • Usare un formato pulito, semplice da leggere e scorrere con gli occhi;
  • Scrivere in modo che il documento risulti interessante e utile per chi lo leggerà;
  • Mettere prima le informazioni più importanti;
  • Comunicare con la giusta energia (“se non ci credi tu, non ci crede nessuno”, “se non interessa a te, non interessa a nessuno”);
  • Cominciare le descrizioni con “action verbs” ogni volta che è possibile (es. analizzato, definito, guidato, completato, o se preferisci analisi, definizione, guida, completamento, ecc.).

Da non fare:

  • Includere informazioni personali irrilevanti;
  • Fare errori di battitura o grammaticali;
  • Scrivere un documento disordinato (carattere, dimensioni, spazi, ecc.);
  • Usare abbreviazioni, slang, termini poco chiari (aziendali, della nicchia professionale, ecc.).

 
 

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